L'Aula del Senato ha definitivamente approvato la conversione in Legge del Decreto Milleproroghe con 159 voti a favore, 126 contrari e 2 astenuti.
La finalità del decreto è quella di bloccare i processi contro le banche;
ma spieghiamo in sintesi i punti salienti della legge di conversione .
Con la disposizione in esame, il potere bancario, scredita radicalmente, la ormai nota sentenza delle Sezioni Unite della Cassazione n. 24418/ 2010, che confermava il diritto da parte dei correntisti a vedersi restituire tutte le somme indebitamente percepite a titolo di interessi passivi dalle banche, su tutti i conti correnti con capitalizzazione trimestrale, in quanto vietata dall'Art. 1283 codice civile (Anatocismo):
"In mancanza di usi contrari, gli interessi scaduti possono produrre interessi solo dal giorno della domanda giudiziale o per effetto di convenzione posteriore alla loro scadenza, e sempre che si tratti di interessi dovuti almeno per sei mesi" .
Pertanto, nella sentenza veniva ribadito il principio secondo cui, :" la prescrizione del diritto del correntista a ottenere la restituzione delle somme, illegittimamente addebitate dalla banca sul conto corrente, decorre dal termine di estinzione del rapporto e non dalla data della singola annotazione a debito sul conto". Riaffermando il divieto assoluto dell'anatocismo trimestrale e annuale da una parte, e dall'altra garantendo il diritto di tutti i correntisti, soggetti all'anatocismo, alla restituzione dell'indebito praticata illegalmente dalle banche.
Orbene la neonata legge Milleproroghe, interpreta autenticamente l'art. 2935 del codice civile, La prescrizione comincia a decorrere dal giorno in cui il diritto può essere fatto valere. nel senso che: (stampatello) in ordine alle operazioni bancarie regolate in conto corrente, " la prescrizione relativa ai diritti nascenti dall'annotazione in conto inizia a decorrere dal giorno dell'annotazione stessa."
Ribaltando del tutto il principio di diritto espresso dalla Suprema Corte.
Pertanto, chi ha aspettato la chiusura del conto non ha più possibilità di iniziare o mandare avanti una causa, mentre chi ha già avuto la restituzione prima dell'entrata in vigore della legge 10/2011, può tenersi le somme pagate dalle banche.
Ma, il decreto Milleproroghe in riferimento all'anatocismo bancario non trova però il consenso dei giudici, che lo reputano incostituzionale o non applicabile al diritto di restituzione delle somme versate alle banche.
Le pronunce contrarie al decreto riguardano il Tribunale di Benevento e quello di Treviso - Conegliano Veneto. Il primo, con un'ordinanza del 10 marzo 2011 ha rinviato la legge alla Consulta, perché si pronunci sulla sua legittimità. Il secondo, con una sentenza del 1° marzo 2011 ha condannato una banca per anatocismo illegittimo. Secondo il correntista, infatti, per la domanda di rimborso il diritto deve decorrere dall'avvenuto pagamento dell'indebito, non dalla sua annotazione in conto; fissando cioè la prescrizione del diritto, dall'annotazione a debito degli interessi anatocistici e non dalla successiva chiusura del conto.